Quando una persona muore senza lasciare parenti conosciuti o qualcuno disposto a occuparsi delle esequie, il funerale non rimane senza organizzazione. In questi casi interviene il Comune, che assicura almeno i servizi essenziali necessari per il trasporto e la sepoltura o, quando possibile, la cremazione.
Questo non significa, però, che il costo sia sempre e definitivamente sostenuto dall’amministrazione pubblica. Se il defunto possedeva denaro, immobili o altri beni, le spese possono essere poste a carico del patrimonio ereditario. È quindi necessario distinguere tra assenza di parenti, mancanza di eredi, rinuncia all’eredità e indigenza economica.
Assenza di parenti e assenza di eredi non sono la stessa cosa
Una persona può non avere familiari prossimi ma aver nominato un erede attraverso un testamento. Allo stesso modo, possono esistere dei parenti che decidono di rinunciare all’eredità oppure che non intendono occuparsi del funerale.
In termini giuridici, inoltre, un’eredità non rimane definitivamente senza titolare. Se non esistono altri successibili, il patrimonio viene devoluto allo Stato. L’articolo 586 del Codice civile stabilisce che lo Stato acquista l’eredità automaticamente, senza necessità di accettazione, rispondendo dei debiti ereditari soltanto entro il valore dei beni acquisiti.
Prima di arrivare a questa fase, può essere necessario accertare l’effettiva assenza di eredi e amministrare temporaneamente i beni lasciati dal defunto.
Chi organizza il funerale se nessuno se ne occupa?
Se nessun familiare, erede o altra persona prende l’iniziativa, vengono informati gli uffici comunali competenti. La segnalazione può partire dall’ospedale, da una struttura assistenziale, dalle forze dell’ordine, dall’amministratore di condominio o da un cittadino a conoscenza del decesso.
Il Comune verifica la situazione e, quando ricorrono le condizioni previste dal proprio regolamento, dispone un funerale d’ufficio o un servizio funebre gratuito. L’obiettivo è garantire una sistemazione dignitosa anche alla persona che muore completamente sola.
Il servizio pubblico comprende normalmente le prestazioni indispensabili. Non corrisponde quindi a un funerale privato liberamente personalizzabile con un allestimento, una tipologia di cofano o servizi accessori scelti da terzi.
Il Comune paga sempre il funerale?
Il Comune interviene quando nessuno provvede alle esequie, ma le modalità e i requisiti non sono identici in tutta Italia. Occorre fare riferimento al Comune di residenza del defunto, a quello nel quale è avvenuto il decesso e ai rispettivi regolamenti di polizia mortuaria. In genere, l’intervento pubblico è previsto in presenza di una o più condizioni:
- il defunto era indigente;
- apparteneva a una famiglia in stato di bisogno;
- non esistono familiari conosciuti;
- i familiari hanno dichiarato espressamente il proprio disinteresse;
- nessuno ha compiuto gli atti necessari per organizzare la sepoltura.
L’assenza di parenti non prova automaticamente che il defunto fosse privo di risorse. Se viene individuato un patrimonio, il Comune può attivare le procedure necessarie per verificare la possibilità di recuperare le somme anticipate.
Cosa succede se il defunto possedeva dei beni?
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Se una persona muore senza eredi immediatamente individuabili, ma lascia un conto corrente, un’abitazione o altri beni, può essere aperta una procedura di eredità giacente.
In base all’articolo 528 del Codice civile, il tribunale può nominare un curatore quando il chiamato all’eredità non ha ancora accettato e non si trova nel possesso dei beni ereditari. La figura del curatore serve a conservare il patrimonio, individuare eventuali successibili, amministrare i beni e gestire i crediti e i debiti secondo le autorizzazioni previste.
Le spese funebri documentate possono quindi essere fatte valere nei confronti dell’asse ereditario. La presenza di denaro sul conto del defunto, tuttavia, non autorizza amici, vicini o conoscenti a utilizzarlo direttamente: occorre seguire la procedura successoria corretta.
Se non emerge alcun erede, il patrimonio viene infine devoluto allo Stato, nei limiti e con gli effetti stabiliti dal Codice civile.
Chi paga quando gli eredi accettano l’eredità?
Quando esistono uno o più eredi che accettano, le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari. Ciò significa che gravano sugli eredi in proporzione alle rispettive quote.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17938 del 27 agosto 2020, ha chiarito che chi anticipa una spesa funebre congrua può richiederne il rimborso agli altri coeredi, salvo che questi abbiano manifestato il proprio dissenso. Non possono invece essere automaticamente addebitati costi eccessivi o decisi senza considerare la volontà degli altri interessati.
Per evitare controversie, quando esistono più chiamati all’eredità è consigliabile concordare preventivamente il tipo di servizio e conservare fatture e ricevute.
Rinunciare all’eredità evita il pagamento del funerale?
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Chi rinuncia validamente all’eredità non assume la qualità di erede e, come regola generale, non risponde dei debiti e dei pesi ereditari. La rinuncia, però, non cancella eventuali obblighi contrattuali assunti personalmente.
Se un parente firma il contratto con l’impresa funebre in nome proprio, può essere tenuto a pagare il servizio anche se successivamente rinuncia all’eredità. Prima di sottoscrivere l’incarico è quindi importante chiarire chi sia il committente e a quale titolo stia agendo.
Anche un amico, un vicino o un convivente non erede può scegliere di sostenere volontariamente le spese. Nessuno è però obbligato a pagare soltanto perché ha segnalato il decesso o conosceva la persona.
Cosa prevede il Comune di Milano?
A Milano il funerale gratuito può essere concesso quando il defunto era indigente, apparteneva a una famiglia bisognosa oppure vi è un disinteresse esplicito o implicito dei familiari. Secondo le informazioni del Comune di Milano, il servizio può comprendere:
- la fornitura della cassa;
- il trasporto del feretro;
- la sepoltura in campo comune oppure la cremazione;
- il disbrigo delle pratiche collegate;
- l’eventuale affidamento o dispersione delle ceneri secondo le condizioni previste.
La concessione non è automatica: la situazione viene verificata dagli uffici comunali e i requisiti possono dipendere anche dalla residenza del defunto. Per le famiglie che esistono ma non dispongono delle risorse necessarie, è possibile approfondire il tema nell’articolo dedicato a chi paga il funerale se non ci sono soldi.
A chi rivolgersi dopo un decesso senza parenti
Quando si viene a conoscenza del decesso di una persona sola, è opportuno avvisare immediatamente le autorità o gli uffici competenti, senza firmare incarichi o assumere impegni economici che non si intendono sostenere.
Onoranze Funebri Bausan può fornire un primo orientamento sulle procedure da seguire a Milano e spiegare la differenza tra servizio privato e intervento comunale. La decisione sull’eventuale funerale gratuito spetta comunque esclusivamente agli uffici del Comune.
Per informazioni sui servizi funebri a Milano è possibile contattare Bausan al numero 0239320318, disponibile 24 ore su 24